Star9 il gioiello che scommette sul numero perfetto

30 Gen 2017

La collezione è il frutto della sinergia tra la Diamond Love Bond, società che opera sul mercato dei diamanti, e il gioielliere milanese Domenico Scavia.

Incontro non del tutto casuale tra vicini di casa. E’ la storia che unisce Diamond Love Bond, società internazionale che opera in diamanti naturali e Fulvio Maria Scavia, orafo e nipote di Domenico Scavia, fondatore della gioielleria di via della Spiga, nel cuore di Milano, tutti e due al numero 9, insomma stesso indirizzo anche se in piani diversi. Uniti da un numero importante, Diamond Love Bond e Scavia hanno deciso di fare sinergia e di unire al materiale più prezioso del mondo idee di stile e design.

Nasce così la collezione Star9 con gioielli disegnati da una stella a 9 punte: “il 9 è un numero ‘più che perfetto’ con una potenza matematica studiata già dal grande matematico Fibonacci nel 1200 – spiega Marco Pocaterrra, amministratore delegato di Diamond Love Bond – Questo numero ha un forte potere simbolico ed è un portafortuna per Diamond Love Bond. Nelle antiche culture orientali rimanda alla longevità e all’eternità ed oggi in Oriente è il numero dell’amore e del romanticismo”.

Scavia, nella collezione Star9, ha declinato la stella in anelli, pendenti, orecchini con al centro i diamanti di Diamond Love Bond che rispondono ai migliori standard di colore e purezza, certificati da “GIA” il Gemological Institute of America.

Il cliente potrà personalizzare, spaziando tra materiali, sempre preziosi, come platino, oro giallo e oro bianco. Ma non è tutto: per rendere la famosa stella ancora più speciale, il cliente potrà scegliere diamanti rari come il Fancy Natural Color Vivid Yellow, il Green Blue, il Pink e il Purple.

Se il mercato mondiale di diamanti per gioielli è una realtà stabile e nel 2015 il volume degli scambi è stato sui 75 miliardi di dollari, secondo i dati Idex, ottima è la crescita registrata da Diamond Love Bond: il fatturato nel 2015 è stato di 16 milioni di euro, e nel 2016 è stimato sui 29 milioni. “Numeri positivi dovuti sopratutto allo sviluppo della nostra rete distributiva – conclude Pocaterra – ricordo che il diamante non rappresenta un investimento finanziario per arricchire il patrimonio, ma per proteggerlo nel lungo periodo”. Per gli inglesi è una tipologia di investment of passion, razionalità a parte, difficile quantificare il valore delle emozioni per pezzi unici, basta pensare che nel ’68 Ricard Burton pagò 300 mila dollari per il diamante di 33 carati regalato a Elisabeth Taylor, rivenduto da Christie’s nel 2011 a 8,8 milioni di dollari.

Affari & Finanza, 30/01/2017

Scritto da Bettina Bush